Ne ho parlato in parecchie supposte, ma è ora di fare il punto: ci sono tante persone che vogliono trasformare la loro passione per il manga in lavoro, diventando Mangaka. E mentre una volta era molto più difficile trovare una strada per diventarlo, con l'IDC è diventato tutto più semplice, e in un paio di email e con i giusti contatti, si può già fare dei mochikomi, degli incontri di presentazione dei propri lavori, per editori giapponesi.
E tuttavia non è l'unica strada possibile, ma solo una delle molte che si sono aperte, soprattutto negli ultimi anni. Oggi iniziamo l'analisi dei percorsi possibili per autori, così che tutti gli aspiranti mangaka possano capire quali sono questi percorsi, quali sono le skill necessarie per perseguirli, e quale è la più adatta a loro. Ma prima di tutto, lo sapete che cosa bisogna fare per facilitare l'effetto curativo della supposta manga: rilassare tutti insieme le chiappe, mentre ascoltiamo la nostra sigla.
La falsa passione per il manga
Avete fatto la scuola del manga che c'era sotto casa vostra, quella organizzata gratis dall'associazione "Arte e Lavoretti Affini" diretta dalla nonna del vostro amico d'infanzia, e adesso beh, vi sentite pronti.
Siete pronti a fare il vostro debutto in Giappone. Ci sarà una o molteplici case editrici che dimostreranno il loro interesse per voi, perchè, diamine, siete ricchi possessori di talento! Guardate cosa avete imparato seguendo 10 lezioni di mezz'ora l'uno! Se questa non è la prova del vostro genio, ci sono anche i vostri genitori che ve lo confermano, ripendendovi ogni volta che gli fate vedere qualche vostra creazione che siete davvero davvero bravi a disegnare!
Avete fatto un intero manga di 10 pagine in un giorno. Siete velocissimi.
Ma questo è niente, in realtà, perchè è dalle elementari (o era l'asilo?) che avete in mente una storia che cambierà per sempre il mercato manga. Oh, sì, è lì, nella vostra testa da geniacci. Somiglia a One Piece come lunghezza, ma ha delle vibes di Attack on Titan e lo stile di My Hero Accademia. Basterà mettere due disegni su pixiv e vi inonderanno tutti d complimenti. Il resto sarà storia: la storia di come un italiano dopo il corso "Arte e Lavoretti Affini" durato 5 ore ha avuto successo con un manga in Giappone, vendendo milioni di tankobon.
Vi siete immedesimati? Siete voi quelle persone ricche di talento e che spaccheranno tutto?
Ve lo dico chiaro e tondo, persino senza conoscervi: non lo siete. E spero vivamente che non facciate questi discorsi nemmeno nella vostra testa, perchè questa che vi ho appena descritto è l'illusione iperbolica di tutta una schiera di mangaka wannabe che non hanno la più pallida idea di cosa vuol dire realizzare manga. Se siete così indietro da non aver capito che tutto quello che ho descritto era ripieno di sarcasmo (questo sconosciuto) e che pensare in questo modo vi porterà al fallimento assicurato e ad abbandonare tutto alla primissima difficoltà (il che non è così una brutta idea, visto quanto avete le idee confuse su cosa voglia dire fare manga), se non lo avete capito io non so più cosa dire. Allargo le braccia e vi lascio fare, vi lascio sprecare anni e anni delle vostre vite in cui crederete di essere i migliori del mondo, quando in realtà nemmeno andate vicino all'essere decenti.
Quindi posso, in questa sede delle supposte, dirvi che va bene così: potete fare il corsetto online di un autore bonelliano che ha deciso in maniera molto astuta e arbitraria di improvvisarsi insegnante di manga, e lasciarvi schiantare su un muro solidissimo e impenetrabile che non vi lascerà mai passare, ma schiaccerà senza pietà le vostre aspirazioni e i vostri sogni.
E tuttavia mi sentirei uno stronzo e magari anche un opportunista, se lo faccio con l'intenzione di vendervi qualche prodotto che fa proprio al caso vostro per "sfondare il Giappone". E non voglio sentirmi stronzo, egoisticamente, perchè gli stronzi a malapena galleggiano, sulla superficie della vita, e questa non è la mia aspirazione.
Quindi sono qui per dare tante, tante indicazioni su come affrontare la vita dell'aspirante mangaka, perchè ci sono stato e ho fatto molte delle cose che sono necessarie per riuscire NON a sfondare, ma a ritagliarsi il proprio pezzo di sogno, coi denti e con le unghie, e non mollarlo mai.
Per farlo vi parlo della mia esperienza, limitandola al campo manga, se no non ce la caviamo più, anche se nella mia esperienza lavorativa al di fuori del manga (quella fra l'altro più remunerativa, che mi ha permesso di costruirmi una vita, insomma) ci sono varie cose che ho imparato e che non avrei potuto imparare se mi fossi dedicato al manga fin dal principio. Tenterò di andare in ordine, ma sarà un'impresa.
La mia esperienza pubblicando manga
Ho iniziato ad interessarmi al manga in maniera professionale nel 2013.
Ero già professionista da un po', e quando lo sei da tanti anni ad un certo punto arriva una sorta di stanchezza, una sorta di disillusione. Sai che il mercato non procede, che le uniche occasioni di lavoro ben pagato vengono dalle case editrici grosse che hanno mille paletti incomprensibili e ti obbligano a fare le loro cose, vogliono che ti occupi di disegnare o colorare le loro potenti IP, che spesso sono talmente vecchie che ti viene il dubbio che si siano fermate al tempo dei tuoi nonni. Eppure le fai, perchè sei nel periodo del survival mode, quello in cui cerchi disperatamente di mantenere vivo il tuo sogno, o quello che ti sei convinto sia il tuo sogno, e quindi prendi tutto quello che arriva, tutti i lavori, anche quelli più rognosi e abbruttenti, perchè sì, questo è quello che fa un professionista. Ne ho parlato nella supposta sui vari stadi del professionismo, ve la lascio qui, andatevela a vedere.
E tuttavia non sei felice. La passione di una volta ha perso terreno, lasciando spazio alla professionalità cruda e semplice, fredda. Giusta, più ponderata, meno sanguigna e quindi meno soggetta a errori di valutazione, che risponde molto bene ai bisogni del pubblico di riferimento. E tuttavia che non ti rende particolarmente felice, perchè è solo parte del sogno che sognavi. Non solo, essere per molto tempo all'interno del mercato ti insegna che il mercato NON va bene. è in declino dagli anni 90, un declino inesorabile, che nemmeno le situazioni storiche che potrebbero favorirne la crescita riescono a risollevare (pandemia in primis).
Ti senti intrappolato in qualcosa che non è più tuo e che sembra destinato, a lungo andare, alla sconfitta.
E come sempre quando un professionista si accorge di sentirsi così cerca di liberarsi. Per me la liberazione aveva un solo nome: manga.
Nella mia mente il discorso suonava così: il manga è in assoluto il tipo di fumetto che mi ha coinvolto di più, ai tempi Takehiko Inoue era il sovrano assoluto, con slam dunk e poi con Vagabond, seguito a stretto giro da Kentaro Miura e preceduto da Yukito Kishiro. Li seguivo, li anelavo, attendevo fiducioso le nuove uscite, li rileggevo n volte, piuttosto che prendere decine e decine di nuovi manga.
Ma nella mia mente suonava anche così: il manga è straniero. Non ci sono lavori qui in Italia che io possa intraprendere come mangaka. Non ce ne sono.
Che liberazione.
Sono libero. Libero dalle convenzioni di un fumetto che mi sembrava vecchio per definizione. Libero dalle portfolio review, dagli incontri cringe con gli editori in fiera, dagli agenti che ti procurano lavori di merda tanto per guadagnare qualcosa. Niente di tutto questo era al tempo realizzabile in Italia per quanto riguardava il manga! I mochikomi non sapevo nemmeno cosa fossero! E questo anche se avrebbe dovuto rendermi ansioso e consapevole dell'impossibilità di intraprendere una simile carriera, invece mi rendeva stranamente calmo e rilassato. E ho cominciato la mia avventura nel mondo sconosciuto, e difficilissimo da conoscere ai tempi, del manga.
Da allora ho conosciuto mangaka, pubblicato 3 tankobon da indipendente, partecipato a concorsi, partecipato ad artist alley e fiere con prodotti dedicati al manga, pubblicato manga per case editrici (cosa dai miei maestri di scuola del fumetto considerata impossibile), imparato e insegnato manga in ugual misura, ed assistito ad una delle trasformazioni più importanti del mercato, tuttora in corso e di cui si parlerà per molti anni a venire.
Questa è la mia esperienza. Questo è il mio percorso che però si avvale anche di tutto quello che ho vissuto in precedenza. Per dirne una, la mia pubblicazione indipendente manga NON era la mia prima pubblicazione da indie. Avevo già pubblicato utilizzando servizi di printing on demand la mia prima graphic novel a episodi, su soggetto del mio amico e collega scrittore Simone Sarasso, che poi era stata comprata e pubblicata in volume unico da Marsilio Editori.
Ve l'ho raccontata a grandi linee, la mia esperienza, perchè voglio che sia chiara una cosa: che siate dei geni o delle persone normali, la situazione non cambia. Per fare manga dovete accumulare esperienze. Questo vuol dire fallire più e più volte, finchè non trovate una strada che è la vostra e che vi porta dove volete arrivare.
E la domanda vera che dovete farvi, senza la quale intraprendere questo tipo di carriera è una decisione totalmente priva di coscienza, è: quante volte sono disposto NON a vincere, ad avere successo, a venire pubblicato in Giappone, a vendere milioni di copie, ma quante volte sono disposto a FALLIRE per arrivare al mio obiettivo?
L'autore manga come Generalista, e non Specialista
Il fallimento è forse la parte più presente nella vita di un mangaka. Devi fallire a disegnare una mano o un corpo per milioni di volte (e non è un numero esagerato) per essere in grado di non fallire più. C'è una formula per il successo. Non è una formula che ho inventato io, ma Dan Koe, uno dei miei guru multimilionari che ha un canale qui su youtube, ve lo lascio in descrizione. La formula è questa.
Un ingrediente è la CAPACITà DI AGIRE.
Dovete avere un'alta capacità di realizzare cose. Non "iniziare" cose. Realizzarle. Vi faccio un esempio, ho parlato di autopubblicarsi. Per farlo, dovete essere bravi non solo a disegnare e sceneggiare, ma anche a colorare (copertine), a impaginare, gestire i processi di pre-stampa per evitare bruttissime sorprese una volta che vi arrivano a casa i volumi, dovete essere bravi a gestire i vostri tempi per finire in tempo per quello o quell'altro evento, dovete essere bravi ad avere a che fare con la gente, trovare i contatti giusti per avere uno stand in fiera, essere bravi a vendere e a convincere la gente della bontà del vostro prodotto, essere bravi a gestire soldi contanti e metodi di pagamento alternativi, e un sacco di altre skill. E soprattutto dovete essere in grado di finire quello che avete iniziato. Se non finite, non pubblicate. Semplice così.
La società ci ha detto una cosa, e continua a dircela: il segreto è diventare BRAVISSIMO in una singola cosa. Specialìzzati, e se sei davvero uno bravo bravo, non avrai problemi a integrarti con la società. Diventa eccelso nel realizzare un singolo task.
Questa è ancora l'opinione comune, che lo specialista sia superiore, che sia il punto di arrivo. "Guarda come è bravo a fare quella cosa quel tizio!" Questo vale anche e soprattutto in Giappone, in cui essere perfetti nel ruolo che il mondo ha riservato per te e per te solo è l'obiettivo della vita, e spesso anche il motivo per cui molti giapponesi se la tolgono, la vita: che senso ha vivere, se non riesco ad occupare il mio posto unico, il mio destino nell'universo?
Lo specialista ha un ruolo così importante nella nostra società perchè permette alla società di controllare esattamente cosa facciamo e di incasellarci in un posto preciso, quello è un ingegnere informatico, quello è un muratore, e vi così. E attenzione attenzione, permette alla società di rendere impossibile la fuga da quel posto specifico! Eh sì, perchè se sei specializzato in quella cosa hai impiegato tutta la tua vita a fare quella cosa, e quindi quando quella cosa viene a mancare, cosa cazzo potrai mai fare?
Pensate alla polemica che si sta fomentando sui social in queste settimane a proposito degli autori Bonelliani, che hanno sempre lavorato per Bonelli, e che ora si ritrovano senza tavole da fare, perchè diamine, già dieci anni fa quando andavo in redazione gli editor mi parlavano di un surplus di storie immane, per cui una singola serie aveva già tipo 70 storie pronte per essere pubblicate. Che senso poteva mai avere continuare a produrre storie, con un esborso notevolissimo di soldi da parte della redazione, quando avevano già pronti anni e anni di pubblicazioni? Tutto è nato a causa dell'iperproduzione "per dare lavoro a tutti". L'azienda Bonelli, governata per decenni da Sergio Bonelli, era un'azienda atipica, che si sforzava di dare lavoro a tutti i suoi collaboratori anche se NON dipendenti, quindi liberi professionisti che in teoria avrebbe potuto benissimo lasciare a casa in qualsiasi momento senza dare alcuna giustificazione!
Questa è sempre stata una cosa nobile, dal punto di vista etico, da parte della casa editrice, ma assolutamente facoltativa per una azienda, che deve semplicemente avere un profitto, mica essere caritatevole nei confronti di tutti i liberi professionisti con cui collabora!
Il problema vero è che il disegnatore specialista Bonelli non è in grado di fare altro che non sia il fumetto Bonelli. Ha dedicato la vita a perfezionare quello! Ai tempi in cui ero un talent scout per una agenzia americana, avevo provato a coinvolgere molti autori Bonelli che conoscevo, per farli lavorare nel mercato americano. Pochi sono riusciti a interfacciarsi con un modo di disegnare e di impostare la tavola che NON era bonelliano. Tutti gli altri erano troppo specializzati, e non riuscivano ad adattarsi. Non riuscivano proprio.
Si erano chiusi da soli in una trappola. Perchè quando Bonelli non avesse avuto più lavoro da dargli (e bisognava proprio tapparsi occhi orecchi e bocca per non sentirlo nell'aria, che quel momento sarebbe presto arrivato), loro sarebbero rimasti senza nulla. Nulla. Quindi capisco la disperazione dei disegnatori Bonelli che non hanno più lavoro. Ma non posso dire nulla se non: raga, ve lo siete cercati, perchè siete rimasti specialisti e non siete diventati generalisti.
Cosa fa un generalista?
Un generalista nutre interessi molto variegati, di cui nessuno veramente predominante rispetto all'altro. Certo, oserei dire che nel caso del manga, l'interesse generalista è quello sul fumetto e sull'arte sequenziale, e, per realizzare quello che è uno dei lavori più complicati dell'universo, già deve occuparsi di una molteplicità inquietante di task. Andate a vedervi la supposta sui Manga disegnati bene 🟢 per capire quali sono i cinque pilastri che deve considerare solo e soltanto per il disegno, lasciamo poi perdere tutte le cose che deve considerare a livello narrativo se vuole anche scrivere le storie che disegna o semplicemente essere più bravo nel racconto per immagini.
Il fumettista è già impostato per essere un generalista, si chiude mentalmente soltanto perchè ad un certo punto dice: ho imparato abbastanza non per una, ma per cento vite, potrò ben sedermi un attimo adesso? E invece no. Sedersi purtroppo equivale a morire.
Quindi il primo ingrediente è essere degli elementi in grado di agire, spostarsi, imparare molte skill diverse, e non semplicemente essere uno bravo a disegnare shojo. Perchè sopra di noi ci sono le AI, che sono bravissime a svolgere compiti specializzati, infatti sono proprio le professioni più specialistiche ad avere già i giorni contati, checchè ne dica lo specialista, che sostiene che "ehhh, prima che l'AI riesca a fare quello che IO so fare!" E invece, sorpresa! E GIA' in grado di farlo e lo specialista manco se ne accorge, perchè essendo specialista NON sa usare l'AI. Se ne accorge solo quando il carico di lavoro diminuisce, fino a scomparire.
Cogliere le opportunità. Farlo in maniera intelligente.
Il secondo ingrediente del successo è l'opportunità. La fortuna se volete. Ma come sostiene Jinpachi Ego in Blue Lock, la fortuna non è quella cosa che se state fermi vi cade addosso come un fulmine a ciel sereno e vi bacia. No, la fortuna va cercata, la fortuna va creata. E lo stesso vale per le opportunità. Non ci sono opportunità che vi piovono dal cielo perchè siete così talentuosi. Se state fermi e zitti nella vostra casina, l'opportunità non arriverà mai a degnarvi di uno sguardo. Non ci sarà l'editor che vi dirà cosa correggere per diventare più bravi, non ci sarà la casa editrice che vi pubblica, non ci sarà modo per voi di uscire dallo stallo.
Per cogliere le opportunità è necessario analizzare l'environment che vi sta attorno. Dovete farvi violenza per entrare in un ambiente in cui le opportunità fioccano. E a volte non c'è nemmeno bisogno di farvi troppa violenza, visto che ci sono ambienti molto accoglienti, se si sa guardare al di là del proprio naso. Uno di questi è la Lucca Manga Academy, la versione più potente e avanzata della Lucca Manga School.
Per quanto riguarda le opportunità, l'ambiente della LMA è incomparabilmente forte.
Questa è una citazione, e se non sapete nemmeno da dove è presa questa, vuol dire che tutto quello che avete letto probabilmente è jujutsu kaisen e qualche altro manga stella cadente, non so, the promised neverland, Tokyo Revengers, che sono arrivati, hanno colpito, se ne sono andati e quasi nessuno se ne ricorda più. Quindi avete bisogno di studiare parecchio e avete bisogno dunque della Lucca Manga Academy più che mai, perchè lo ripeto, sono incomparabilmente forti.
Le opportunità si susseguono senza sosta in un ambiente così. Avete i sensei giapponesi a portata di mano, avete la conoscenza del manga vero a portata di mano, opportunità già queste ghiottissime. Ma se non bastasse, avete la mia esperienza personale: ben due dei miei ultimi manga li ho realizzati proprio grazie ai contatti della LMA! Perchè sul serio, se sei una casa editrice e vuoi realizzare manga, a chi ti rivolgi? A quelli incomparabilmente forti.
Dopo l'opportunità, il terzo ingrediente è l'intelligenza. Eh sì, perchè non basta che ti si presenti l'opportunità, devi anche saperla cogliere con intelligenza, e non è mica da tutti! Anzi, se la nostra testa è infilata là, nel nostro culo, molto probabilmente l'opportunità sarà da noi sprecata, facendo le domande sbagliate, proponendoci nel momento sbagliato, non capendo quello che ci viene insegnato. Intelligenza. L'intelligenza è la capacità di iterare (quindi ripetere n volte la stessa cosa), persistere (quindi tenere duro non importa cosa succeda), e capire lo schema delle cose. Il sintomo di poca intelligenza è che non siamo in grado di imparare dai nostri errori.
Tutti falliscono, l'abbiamo detto. è la misura di quanto impariamo dai nostri fallimenti, e quanto in fretta lo facciamo, che determina la misura della nostra intelligenza.
Questo significa che chi non capisce come crescere sarà lasciato indietro, di solito son quelli che si lamentano che le cose non vanno come vorrebbero, che non imparano nulla, che le case editrici non fanno abbastanza portfolio review, che l'AI ci ruba il lavoro, ecc ecc. Ripeto, chi ha la testa infilata laggiù, non ha la capacità di vedere il mondo attorno a sè con consapevolezza, non è capace di capire quando è il momento di agire e come, piuttosto di quando è il momento di stare calmini e ascoltare.
Dunque. Senza intelligenza, le opportunità sono inutili.
E senza essere in grado di modificare la nostra traiettoria in maniera veloce, imparando nuove skill e nutrendo nuovi interessi, quindi senza essere dei generalisti, poche saranno le opportunità di cui potremo davvero godere i benefici.
Strada numero uno: pubblicare in Giappone
Una volta che sappiamo quale è la formula per il successo, capiamo se siamo in grado di mantenerla vita natural durante. Non per un mese, per due, no, per tutta la vita. Siamo in grado di farlo? Abbiamo quel grado di risolutezza? Prima cosa da chiedersi seriamente.
Se la risposta è sì, allora ci sono molteplici strade che si possono prendere e ve ne esporrò una nel dettaglio per ogni supposta dedicata ai "percorsi per futuri mangaka".
E visto che ne abbiamo appena parlato come se fosse un'illusione senza speranza, partiamo da qui: come pubblicare in Giappone.
Già vedo, la quantità di occhi sgranati in cerca di consigli speciali, ma invece di darveli, vi esporrò delle testimonianze.
Questa è la testimonianza di Paolo, che fra le altre cose è anche un fedele sostenitore delle supposte con l'abbonamento a macaco evoluto. Come sono venuto a conoscenza di Paolo? Beh, proprio perchè con l'abbonamento mensile al canale di youtube è entrato nel server discord, e da lì abbiamo scambiato quattro chiacchiere. Uno dei canali del server è proprio dedicato a condividere i propri progetti, per quella parte di creatività che è dentro ciascuno di noi e con le supposte io invito chiaramente a portare a galla. Tutti siamo creativi, a tutti noi piace avere un progetto da portare avanti, e quando non ce l'abbiamo ci sentiamo vuoti e scarsi. Perchè l'essere umano è fatto per avere degli obiettivi, e anche quando ci sembra di non averne, se guardiamo bene dentro di noi, scopriamo che ne stiamo inseguendo uno. Benissimo salta fuori che Paolo ha un progetto attivo e una storia da raccontare. Gli ho chiesto di scrivermela, ed ecco qui cosa è venuto fuori.
Ciao a tutti, mi chiamo Paolo, in arte Susumu Romu. Sono italiano e disegno da relativamente poco tempo, quindi mi considero ancora un principiante: rispetto a chi lavora da anni ho basi meno solide. Detto questo, in poco tempo ho fatto grandi passi avanti, perché ho studiato molto e soprattutto ho prodotto tanto: ad oggi ho disegnato più di 500 tavole, realizzando due one-shot e una serie pubblicata in indipendente (ho partecipato anche in un concorso di Jump+, dove tristemente non ho vinto nulla...).
Ho iniziato a pubblicare la mia serie circa due anni e mezzo fa con una prima versione su MANGA Plus Creators. Con il tempo, però, la piattaforma è peggiorata: i contenuti generati con l’intelligenza artificiale sono aumentati enormemente, la qualità media è scesa e manca una moderazione efficace. Inoltre, le classifiche mensili, che influenzano anche i contest, sono spesso alterate da bot e engagement artificiale. Per questo mi sono spostato su GlobalComix, che è più moderata, distingue chiaramente i lavori realizzati con IA e offre un’esperienza di lettura molto più fluida.
Su GlobalComix ho pubblicato una seconda versione della mia serie, intitolata "Sanctorum". Nel frattempo ho iniziato a costruire una piccola community online: entrando in server Discord e postando su X, ho interagito con altri creator, ci siamo aiutati a vicenda e oggi c’è un gruppo di persone che segue e legge attivamente quello che faccio.
Parallelamente mi sono avvicinato sempre di più al mondo dell’editoria giapponese: ho studiato come funziona, ho approfondito siti e concorsi, e ho cercato di capire il percorso di vari autori e le dinamiche dell’industria. A un certo punto ho iniziato a tradurre le mie opere in giapponese e a pubblicarle su piattaforme come Pixiv e Jump Rookie.
Infine ho trovato il coraggio di fare i primi mochikomi, cioè sessioni in cui presenti il manoscritto a un editor giapponese per ricevere feedback. Con il tempo ho incontrato editor che hanno apprezzato molto il mio lavoro e il concept, ma mi hanno anche detto chiaramente che devo migliorare soprattutto nell’esposizione e nella costruzione del “name” (lo storyboard), che in Giappone è davvero il cuore del manga. Quindi il mio obiettivo adesso è continuare a revisionare e migliorare, passo dopo passo. Sono attualmente in contatto con un editor che aspetta le mie submission.
Questa, in sintesi, è la mia storia.
E che storia, gente.
In una ventina di righe, Paolo ci descrive in maniera veloce almeno 3 differenti strumenti che prima di tutto sono efficaci, e che, se utilizzati a dovere, portano ad arrivare a incontri di revisione portfolio, i mochikomi, in Giappone, con editor giapponesi.
Cioè quello che una volta era un sogno irrealizzabile, se non sapevi il giapponese e non andavi per qualche tempo in Giappone, diventa in qualche modo libero da difficoltà come possono essere quella di comunicazione o di visibilità (tutto grazie all'IDC) e dunque poratatore di molte opportunità. L'opportunità è già qui! Va solo colta.
Il risultato dipenderà quindi essenzialmente dagli altri elementi della formula del successo che abbiamo analizzato prima: la nostra capacità di agire e la nostra intelligenza (quindi capacità di iterare, persistere e imparare dai nostri errori). Che intendiamoci, è una cosa difficilissima, ma almeno l'opportunità è qui, davanti a noi, e va solo colta con coraggio.
Mi ha colpito quando Paolo ha scritto "ho trovato il coraggio di fare dei mochikomi", ma è una cosa assolutamente sacrosanta, cacarsi in mano prima di far vedere qualcosa ad editor giapponesi, che vedono da decenni il meglio del meglio del manga, che qui da noi è quasi impossibile da raggiungere. Quindi per nulla scontato il passo di trovare il coraggio di FARSI GIUDICARE dagli editor. Con la consapevolezza che comunque i giapponesi sono ormai aperti a tutti gli aspiranti mangaka che vogliono darci dentro e dimostrano di poter reggere ritmi molto serrati.
Analizziamo quindi uno per uno questi strumenti su cui Paolo ci ha dato una visione molto interessante.
Primo strumento: il concorso manga internazionale
Il primo strumento è il concorso internazionale.
Sempre più spesso le case editrici giapponesi, alla disperata ricerca di storie nuove, indicono concorsi aperti a tutto il mondo, i più famosi dei quali sono il concorso di Shonen Jump, il Silent Manga Audition e il concorso di kodansha.
Il concorso di jump è attivo sin dal 2013, tant'è vero che anche io ho partecipato con il mio RPR. Ai tempi bisognava fare una submission in digitale di tutto il lavoro scritto in giapponese o inglese, e io avevo fatto un primo capitolo invece di un oneshot, questo perchè desideravo iniziare a fare manga ancora senza sapere da che parte ero girato, quindi avevo bisogno e volevo fare una serie lunga. E infatti RPR è poi stato pubblicato in tre volumi, dapprima come manga online su piattaforme ora scomparse (in fondo sono passato 12 anni!), e poi in produzione indipendente da me e in seguito con il supporto di mangasenpai attraverso la rivista Senpai+ e i Senpai Books in seguito.
L'anno scorso si sono aperte nuove possibilità in Francia, con la partnership fra il Manga Expo (ormai rinomata manifestazione francese dedicata a manga e anime) e Jump+ (piattaforma online di Shueisha che ben conosciamo), che prevede la realizzazione di un oneshot e un primo premio di 6500€. L'anno scorso la deadline era aprile, quindi occhio alle date e alle possibilità che questo contest si apra nei prossimi giorni. Tenete presente come ho già detto nella supposta Quanto è europeo il manga🟢 , che un tankobon viene pagato qui in italia dalle 1000 alle 3000€, e sono 180 pagine di media. 6500€ per un oneshot dalle 31 alle 63 tavole (certo, se vincete, ma diciamo che avete la stessa probabilità che venire pubblicati da una casa editrice) sono un pagamento di tutto rispetto. A dire il vero anche le 2000€ del secondo premio.
C'è un premio dei lettori, che come al solito si basa sulla quantità di apprezzamento da parte dei lettori, un grande classico, che però può come ben sappiamo e come ci indica anche Paolo essere manovrato e condizionato da fattori che esulano dalla bontà e dalla qualità del manga. La cosa bella qui, è che il risultato NON dipende solo e soltanto da questo, anzi, questo consiste nel terzo premio, il meno sostanzioso da 1000€.
Ma al di là del premio, se non sapete capire anche qui quale è l'opportunità nascosta, vuol dire che mancate di quella intelligenza in grado di cogliere la visione globale.
Qui si parla di fare manga, non "manga europeo", qualsiasi cosa questa definizione voglia dire, o altro: gli editor della giuria sono editor di Jump, la direzione di lettura è quella giapponese, cioè finalmente si lasciano perdere le cagate ibride di qualsiasi tipo e si parla del Manga, con la M maiuscola.
Ma questo è sono uno dei contest più importanti, ogni casa editrice ne ha uno e io ho fatto un compendio esaustivo di tutti quanti, accessibile come tutti i contenuti che valgono veramente sul server Discord delle supposte, dedicato ai miei preziosissimi abbonati, a partire da 2,99€. Nel compendio trovate tutto, per ciascun contest si va dai partner ai premi e a quanto ammontano, il numero di tavole richieste, le fonti principali e i link per mantenere la lista sempre aggiornata. Diventate abbonati e i contenuti di questo tipo per aspiranti autori diventeranno sempre più frequenti, anche grazie al contributo di gente come Paolo e alle loro esperienze.
Se state cercando un modo per accelerare questa formula, Il MSA non è solo per i lettori ma anche per gli aspiranti autori. E la lista dei contest è solo il primo strumento a vostra disposizione. Andiamo avanti con il secondo strumento.
Secondo strumento: le piattaforme di pubblicazione manga
Un secondo strumento menzionato da Paolo è quello delle piattaforme online di pubblicazione manga. Qui si apre un mondo intero. Nel tempo, numerosissime piattaforme di contenuti manga si sono succedute una dopo l'altra, alcune buone alcune meno buone, alcune ancora in vita e altre decedute, ma non c'è dubbio che dall'avvento dell'IDC questo sia IL modo, maiuscolo, per far vedere alla gente le proprie storie, i propri disegni e per ricevere feedback, apprezzamenti e soprattutto critiche.
Uno dei miei credo, anzi forse il principale, è che l'insegnamento nel mio caso specifico non basta. Vuol dire che non posso predicare dalle retrovie, ma devo sporcarmi le mani. Quando ho iniziato a realizzare e pubblicare manga l'ho fatto online, in community di gente che leggeva manga e guardava anime, e che non mi conosceva. Per più di una ragione, direi.
La prima è che è facile. L'IDC ha reso la condivisione un'azione semplice, di un paio di click, semplificando tantissimo tutto il processo di sharing. Niente oggi come oggi è facile come condividere. Quello che ci ferma per la maggior parte delle volte è la paura della critica. E non fraintendetemi, ce l'ho pure io, la paura della critica, soltanto è stata mitigata dal tempo e dall'esperienza. So chi sta valutando il mio lavoro e so dare loro una diversa importanza a seconda della loro posizione all'interno della mia scala del valore del giudizio del manga.
Ogni entità del mio mondo manga con i suoi personaggi ha una diversa funzione di giudizio. Vi faccio un esempio.
Quando i sensei o gli editor giapponesi giudicano il mio lavoro, io prendo tutto quello che mi dicono e lo salvo nel mio hard disk interno. E attenzione: potrei essere d'accordo o meno, ma non cambia il fatto che chi ha un'esperienza superiore della mia nel preciso task in cui mi stanno giudicando deve essere ascoltato. Le cose che dicono devono essere pensate a fondo. Devo fermarmi a riflettere sul significato reale del giudizio e soprattutto sull'applicazione pratica nascosta. Il manga è un'arte, e come tale ci sono delle linee guida, ma quando hai imparato seguendo corsi e tutto quello che è la tecnica, il resto sono realizzazioni personali, cose che dipendono dalla tua esperienza e da quello che hai scoperto come professionista all'opera. Non tutte sono verità di fede che devono essere applicate così come sono, ma tutte devono essere da me assorbite, mangiate e risputate correttamente, bolo essenziale per il nutrimento delle nostre creature manga.
Quando gli editori giudicano il mio lavoro, l'importanza che dò ai loro consigli è inferiore, per esempio. O meglio so che i loro consigli sono declinati in una particolare direzione. Se sto tentando di essere pubblicato da quella casa editrice in particolare e con tutto me stesso, le cose cambiano, e di solito piego quello che voglio realizzare alla loro visione, senza alcun problema. Ma se gli editori mi stanno dando dei consigli, sono consapevole che la loro esperienza è quella di vendere cose. Altrettanto importante, ma in maniera diversa, non come quando un sensei giapponese mi dice che qualcosa va corretto. La tecnica e la vendibilità sono cose diverse e io tendo a considerare più interessante il giudizio competente sulla tecnica. Gli editori non ce l'hanno, hanno una visione personale che si basa sulla loro esperienza, che non consiste nel disegnare, ma appunto nel vendere. E non necessariamente vendere al pubblico!
Tornando a bomba, però, è importante che gente che non ti conosce e non ha alcun attaccamento a te, non nutre alcun sentimento per te, giudichi quello che stai facendo. E le piattaforme sono il luogo perfettto per testare. Provare cose. Sperimentare. Sono il luogo in cui potete fare le cose come volete farle e vedere come la gente risponde.
Pensateli come una palestra. Un luogo in cui mettersi li e fare ripetizioni a nastro finchè ce n'è. Vi ricordate la formula del successo? Intelligenza è ripetere e ripetere un'infinità di volte imparando dai propri errori. Le piattaforme sono il luogo ideale per fare questo.
Ed ecco che arriva il secondo documento che potete trovare sul server discord una volta abbonati: la lista delle maggiori piattaforme che oggi danno la possibilità di pubblicare manga e webtoon, con tutte le caratteristiche principali, un elenco dei pro e dei contro, e la preferenze di pubblicazione, nonchè se esistono metodi di pagamento per gli autori. Bello eh? Ma solo se siete abbonati al canale, a partire dal livello macaco evoluto.
C'è un unico problema, con le piattaforme: sono palestre senza coach. Non avete l'allenatore. E cosa succede quando vi fate da soli un piano di esercizi senza un supervisore che sappia quali sono le regole del gioco? Spesso vi fate male. Tradotto, se per una qualsiasi combinazione di elementi il vostro manga va forte presso il pubblico, potreste pensare che è un manga davvero figo, degno di essere pubblicato da shueisha sulla loro rivista principe Jump. Vi fate avanti e ricevete un rifiuto netto su tutta la linea, molto brutale. Ahia. Vi siete andati a schiantare forte contro un treno a 200km orari. Perchè per quanto i vostri fan fossero contenti di quello che avevate prodotto, rimanevano sempre una manciata di fan, che comunque davanti alla scelta fra il tuo manga e vinland saga avrebbero scelto mille volte vinland saga, e a ragione. Il fatto è che quei fan cercano altre cose, nel vostro manga, rispetto a quello che cercano quando leggono manga professionali. Tradotto: non leggerebbero il vostro manga se fosse pubblicato su una rivista professionale.
Il gioco del professionista è diverso. Ed ecco perchè c'è l'allenatore.
Il coach del professionista è l'editor, ed è talmente importante, avere uno o più editor che vi allenino, che senza non potete semplicemente accedere ai livelli più alti della pubblicazione manga.
Non fraintendetemi. Ci sono mangaka che decidono di non fare mai il passo successivo e continuare per tutta la vita a pubblicare su piattaforme, e senza editor. Potete come autori indipendenti rimanere esattamente lì, conosco molta gente che lo ha fatto.
Posso dirvi anche perchè l'ha fatto, per due ragioni: 1.incapacità di accettare la critica e 2.paura del giudizio di qualcuno che ha più potere. O l'una, o l'altra, o entrambe insieme.
Come potete supplire all'assenza del coach, nel caso vogliate pubblicare su piattaforma, mentre vi preparate per benino al passo successivo? Come potete sostituire il coach? Attraverso dei coach a pagamento: le scuole. E gli editor freelance.
Li ho sperimentati fin dal principio della mia decisione di fare del fumetto la mia professione, ma in particolar modo nel momento in cui ho deciso di switchare dal fumetto occidentale al manga giapponese. è la scuola, l'acceleratore principale per fare manga come si deve.
E non una scuola a caso, ma trovate la migliore che ci sia, per far sì che il vostro percorso acceleri in maniera esponenziale. E sapete già a quale scuola mi sto riferendo, cioè alla Lucca Manga Academy che ho già menzionato n volte in altre mille supposte e anche prima in questa stessa.
Ci sono altre scuole che possono vantare una direttrice che ha lavorato come assistente per numerosi mangaka dall'età di 13-15 anni e che quindi ne conosce parecchi, parlando il Giapponese in maniera fluida?
Ci sono altre scuole che organizzano masterclass avanzate con sensei giapponesi, su argomenti avanzati diversi ogni anno?
Ci sono altre scuole che sono modulabili secondo le preferenze e le esigenze di studenti, lavoratori, o aspiranti mangaka a tempo pieno?
Ci sono altre scuole che dedicano un intero quadrimestre ad aiutare gli studenti a produrre e completare un oneshot per i famosi contest giapponesi di cui abbiamo appena parlato? E che organizzano incontri di fine anno fra gli studenti e gli editori?
Ci sono altre scuole che hanno un corso per aspiranti editor, tenuto dagli editor delle più importanti case editrici italiane?
Ci sono altre scuole i cui insegnanti oltre ad essere ottimi insegnanti sono anche professionisti aggiornati, che lavorano e pubblicano ogni anno le loro opere per editori italiani e stranieri o pubblicano da indipendenti?
Potrei andare avanti così ancora, ma non lo farò. è una scuola incomparabilmente forte. Incomparabile significa che non si può paragonare, e ormai è evidente che sia così, a livello nazionale. Se volete dare un occhio ai loro corsi, informatevi e iscrivetevi. Quando vi iscrivete dite che vi mando io. L'accelerazione è assicurata, se possedete gli elementi della formula.
Conclusione
C'è un altro strumento che viene menzionato da Paolo nella sua storia, ma lo vedremo nella seconda supposta dedicata alle possibili strade del mangaka. Che sono molte più di due, nel caso ve lo steste chiedendo.
Per ora sapete già un sacco di cose, una su tutte che esiste una formula per il successo, per diventare quindi mangaka. L'unica cosa tosta è metterla in pratica. L'occasione giusta è arrivata con l'IDC, luogo collaborativo, gratis e aperto a tutti, ebbene sì anche a quelli meno bravi, meno specializzati. Poi vi ci vorrà la capacità di portare a termine le cose, e in maniera veloce, e l'intelligenza di: sbagliare, iterare e imparare dai propri errori. Tutto qui. Ma uno su mille ce la fa.
Perchè? E soprattutto come posso essere sicuro di riuscire a portare avanti questo percorso e di non lasciarlo, una volta arrivato ad un certo punto, perchè preda dello sconforto del fallimento o di altre cose che mi distraggono dal mio obiettivo?
Non preoccupatevi e continuate a seguire le supposte. Vi darò altri, molto concreti, strumenti con cui pianificare il vostro futuro di mangaka e guarda un po' saranno gli stessi strumenti che metterò a disposizione dei lettori consapevoli, utilizzando il MSA.
Per adesso però avete già la possibilità d scaricare 1.il compendio di tutti i contest internazionali manga e 2.il compendio delle piattaforme di pubblicazione, disponibili su Discord per tutti gli abbonati al canale. Ve lo ripeto, basta essere macachi evoluti, quindi abbonarsi per un mese al primo livello di 2,99€. Ma soprattutto avete la possibilità di parlare e aggiornare gli elenchi in tempo reale, se venite su discord a parlarne!
La verità, dura e pura, è che non è mai stato così facile come ora, diventare mangaka.
E allo stesso tempo, e un destino che soltanto i pochi che veramente ne comprendono l'entità e il vero impatto, e lo affrontano nella giusta maniera, riusciranno a realizzare.