Nei commenti alle ultime supposte ho notato apparire un grosso punto interrogativo sulle vostre teste. "Daniele, è verissimo, abbiamo capito come i nostri bisogni personali siano fondamentali per determinare i nostri gusti, ma tutto questo ci dice semplicemente che stiamo giudicando un manga in maniera soggettiva, cioè secondo dei paramentri molto personali.

Ma che succede se vogliamo in qualche modo giudicare un manga in maniera oggettiva? Quanto è bello davvero un manga, se escludiamo i nostri gusti personali? E poi: è davvero possibile giudicare un manga in maniera completamente oggettiva, capire esattamente quanto un manga è bello oppure brutto seguendo dei criteri che non dipendono da noi?

Oggi andiamo a capirlo insieme, quindi rilassate le chiappe, perchè parte la sigla!

Chi condiziona i nostri gusti?

Durante questi mesi trascorsi insieme, abbiamo fatto un viaggetto niente male. Abbiamo capito come le situazioni che stiamo vivendo condizionino i nostri gusti personali in fatto di manga, e come quindi abbia ben poco senso andare a consigliare o farsi consigliare dei manga se non stiamo capendo esattamente chi abbiamo davanti. I migliori influencer riescono ad influenzare proprio perchè hanno un dono unico: riescono a capire quali sono i bisogni psicologici delle persone che hanno davanti. O meglio: riescono a raccogliere intorno a loro persone che hanno bisogni psicologici simili ai loro. Gli influencer ne sanno quanto voi, raga, forse giusto un pochino di più. Hanno letto qualche libro, si sono dovumentati per benino per fare quel video piuttosto che quell'altro, ma non fatevi ingannare: hanno raccolto le stesse informazioni che avreste potuto raccogliere voi, con un po' di sbattimento e magari molte ore di lavoro. è che voi non c'avete voglia, quindi lasciate fare a loro. Ma in un mondo ideale, noi sappiamo quello che vogliamo meglio di altra gente, abbiamo le idee chiare perchè siamo consapevoli ad una prima occhiata del prodotto che abbiamo davanti. In un mondo ideale, l'influencer non influenza, ma è uno di noi.

Nel mondo invece attuale, l'influencer suggerisce, dice le sue preferenze e i lettori seguono quasi a scatola chiusa i suoi suggerimenti. A volte facendoseli piacere, ma molte più volte rimanendo veramente coinvolti da quello che l'influencer dice essere bello. Perchè guardiamoci in faccia, noi seguiamo un influencer piuttosto che l'altro perchè lui, come persona, ci intriga. Come persona virtuale, diciamo, perchè non abbiamo una grande idea di come possa essere nella vita di tutti i giorni, quell'influencer. Abbiamo solo un'idea di chi sia nella sua vita online, nel suo personaggio che si è ritagliato su internet, scambiandolo peraltro molte volte per la sua personalità reale. Quando invece è un costrutto, e non potrebbe essere altrimenti. Ma niente noi vediamo la live di Jotobi e pensiamo davvero che sia così nella vita reale. E magari un po' ci somiglierà anche, nella vita reale, a quell'avatar online che si è creato con il tempo e il duro lavoro, ma per fortuna rimarrà sempre diverso. Per fortuna.

E comunque quella personalità virtuale è stata creata a suon di piccoli aggiustamenti dell'influencer nel corso degli anni, per avere più+ commenti, più interazioni, più follower. In una parola per radunare attorno a sè tutte le persone che lo apprezzano. e se lo apprezzano, probabilmente apprezzeranno anche le cose che lui apprezza, per la proprietà transitiva! Non ci deve sturpire dunque, che l'influencer che seguiamo in maniera assidua da molti anni ci suggerisca delle cose che poi ci piacciono. "Minchia ma l'influencer X è una maga, oltre che una gran figa! Riesce sempre a indovinare i miei gusti! Ma come fa? Io la amooo!!"

Ma non c'è molta magia, in quello che suggerisce. Suggerisce quello che le piace, e piacerà magicamente anche ai suoi followers, riuniti sotto la sua bandiera. Semplice proprietà transitiva. Il succo non cambia.

Stiamo vivendo di riflesso. Stiamo seguendo i gusti estremamente personali di un personaggio che non siamo noi (e non è neppure il vero essere dell'influencer, ma una proiezione virtuale), quindi in una parola non siamo consapevoli.

La strada per capire se stessi (e gli altri)

Eppure durante le supposte abbiamo imparato ad essere più consapevoli di noi stessi, o almeno avremmo dovuto. Ci siamo domandati perchè ci piacciono determinate storie piuttosto che altre? Ci siamo domandati perchè abbiamo una fissa per le storie che risolvono un bisogno piuttosto che un altro? Perchè questo viaggio interiore è un vero sballo, raga. Ci permette di scoprire cose di noi che forse non sapevamo, su cui mai prima ci eravamo interrogati. Ci permette di crescere e di far crescere i nostri gusti, invece di tenere quei gusti di riflesso basatio sulle riflessioni (scusate il gioco di parole) di qualcun altro.

Arrivati a questo punto, potremmo essere anche in grado di capire perchè gli altri hanno quei gusti, perchè gli piace quel manga piuttosto che quell'altro! E questo vuol dire sviluppare empatia nei confronti del prossimo, non sputargli in faccia perchè non ha letto Golden Kamui. Questo significa crescere. Facciamo un esempio: alla mia amica Camilla piacciono gli iyashikei, gli isekai e i manga romantici. Da questi gusti io posso capire in che periodo è camilla della sua vita. Posso avvicinarmi a Camilla non dal lato di chi giudica, ma dal lato di chi comprende. Di solito iyashikei e isekai sono dedicati ad un bisogno psicologico fondamentale: l'evasione. Quindi la fuga da un mondo per arrivare ad un altro, più bello, nel caso degli iyashikei più sereno e privo di emozioni forti. Quindi capisco che Camilla in questo periodo della sua vita è stressata e in qualche modo non pienamente soddisfatta del mondo in cui vive, che sia il lavoro, che siano le relazioni amorose. A proposito, è anche un'appassionata di manga romantici, quindi è affascinata dalla purezza rappresentata in quei manga (per esempio non è appassionata di killing stalking, che sarebbe tutt'altro bisogno psicologico). No, le piacciono i manga romantici, e da questo posso dedurre che le piacciono gli amori puri, quelli che vincono, quelli che non importa se sono realistici o meno, quelli che si hanno solo nell'adolescenza della vita. Posso dedurre da tutte queste cose che Camilla in questo momento particolare della sua vita (ricordiamoci sempre che i nostri gusti non rimangono uguali per tutto il tempo ma cambiano a seconda della ssituazione interiore e della situazione del mondo in cui viviamo) ha bisogno di sicurezza. Della sicurezza che deriva dal fatto che invece nel mondo è insicura, ci sono cose nella sua vita che vuole cambiare. E ho capito tutto questo quando mi ha detto che manga sta leggendo. Non è fantastico?

Lo è, perchè se Camilla è una mia cara amica ma non si apre tanto facilmente, io posso capire quali sono le cose della sua vita con cui sta litigando ora, e ora posso aiutarla a prendere delle decisioni. Posso supportarla. Posso regalarle un po' della sicurezza che i suoi gusti in fatto di manga mi dicono che non possiede. Posso starle vicino. Se sono abbastanza sgamato e attento a lei e ai suoi gusti. Invece se sono il solito cazzone che vuole imporre i suoi gusti su tutti, le dirò che gli iyashikei fanno cagare tutti, solo perchè non piacciono a me. Non la aiuterò, pensì le tarperò le ali, la renderò ancora più insicura, spiaccicandole davanti i miei bisogni quando i suoi sono tutt'altro.

Il primo passo per giudicare

Capire come i generi, queste avventure narrative, servano a soddisfare i nostri bisogni, ma anche quelli degli altri, ci permette di giudicare di meno e di capire di più. E ci permette paradossalmente di esplorare qualcosa che non è una risposta diretta ai nostri bisogni, ma ci apre ad altri bisogni. Perchè l'ho già detto e lo ripeto, I bisogni che abbiamo così tante volte elencato sono i bisogni dell'intera umanità, tutti abbiamo gli stessi bisogni, anche se in fasi diverse della nostra vita, e se non cambiamo i nostri gusti con il tempo, significa solo una cosa: non stiamo crescendo, ma stiamo rimanendo sempre gli stessi cazzoni. Ad un certo punto persino Camilla potrebbe mandarci affanculo, e avrebbe pure ragione!

Quindi: tutte queste cose le abbiamo capite. E spero che un'altra cosa sia chiara: questa storia che troviamo belli manga che soddisfano i nostri bisogni psicologici non può essere una giustificazione. Nella supposta dei cinque consigli, uno dei consigli che vi ho dato era quello di non supportare gli autori. Uh, che cosa dura da dire! Che cattivone bastardone, Daniele, che non vuole che i lettori mossi da pietà nei confronti di un autore alle prime armi, lo supportino pagando per comprare un suo manga! Cattivone! Bastardone!

Aneddoto personale: ho sempre amato tutti i miei colleghi (non è vero, solo quelli che non se la tirano), comunque: li ho sempre amati, ma ho sempre detestato un atteggiamento che molti hanno soprattutto nel mondo indipendente: vengono da me e mi comprano il mio manga o il mio artbook, oppure mi fanno fare una commission. La prima cosa che fanno è mettermi in imbarazzo: come quando ti fanno un regalo inaspettato e la prima cosa che ti dici è: "maledizione adesso mi tocca ricambiare".

Che sbatta, quando a Natale qualcuno ti dice: "oh, guarda che Pino ti ha comprato il regalo eh." Noooo, ma checcazzo gli è preso a Pinooo. Ma poi non lo vedo dalle elementari, e anche allora mi stava sul cazzo! Porca paletta, adesso mi costringe ad andare fuori il 23 di dicembre, perchè Amazon ormai non mi consegna in tempo, girare mezza città alla ricerca di non so nemmeno cosa perchè i gusti di pino mi sono sconosciuti, giusto perchè gli è veuta st'idea del cazzo di farmi un regalo! E in fiera succede un po' lo stesso. Vi amo, colleghi quando pensate di prendermi qualcosa, ma se lo fate solo per supportarmi, anche no! Invece se lo fate perchè quello che vedete vi piace, fatelo senza farmi sentire in colpa perchè non vi rendo il favore. Comprate online, magari usate quella mail @libero che non usate dal '94, [cicciopasticcio@yahoo.it](mailto:cicciopasticcio@yahoo.it) insomma cose così, per cui io dica: Toh, chissà ciccio pasticcio come mi ha trovato! e oroglione di una nuova vendita mi faccia venire un sorriso sulle labbra. Invece che la bile di dover per forza trovare qualcosa con cui ricambiare! Quindi grazie del supporto, colleghi, ma anche no. Se vi piace,, prendetelo.

E qui, anche per voi lettori, torniamo in tema. Se siete lettori "aria", vi prendete benissimo per qualsiasi cosa abbia uno scopo caritatevole: se state facendo del bene, al prossimo, al mondo, all'ambiente, all'umanità, questo fa stare molto bene anche voi. Quindi siete appunto così interessati a supportare. Dovete limitarvi. Dovete convincervi che non state facendo il bene dell'autore se lo supportate a scatola chiusa. Ma se vi piace, prendetelo. Non supportate, ma se vi piace prendetelo. Lo ripeto un paio di volte per essere sicuro che abbiate capito bene: se vi piace, lo prendete.

Le ragioni sbagliate per giudicare

In quel vi piace è nascosto un mondo di consapevolezza, e ora ve lo vado a spiegare. Intanto ragioni del cazzo come "fa i capelli troppo rigidi", oppure "mette troppi neri" oppure "non ci sono personaggi femminili", ecc, sono ragioni che dovete subito identificare come personali e legate alla sfera, ancora una volta dei bisogni psicologici di ciascuno di noi. Se abbiamo bisogno di sicurezza non ci piaceranno le linee e i segni tracciati in maniera nervosa e irregolare, se siamo alla ricerca di sicurezza non ci piaceranno manga come Zingnize, Bastard, o Berserk. I capelli troppo rigidi non ci piacciono perchè sono oggettivamente troppo rigidi, ma perchè stiamo ancora una volta rispondendo al nostro bisogno di ordine e di sicurezza.

Viceversa se non sopportiamo la sicurezza ma siamo invece alla ricerca di emozioni forti, siamo alla ricerca di eccitazione, ecco che "mette troppi neri" oppure utilizza un segno più rozzo non solo non ci fa schifo, ma addirittura ci gasa!

Quindi il primo passo da fare è capire che quelle caratteristiche per cui noi giudichiamo un manga (e il primo giudizio si fa sempre sui disegni, lo sapete meglio di me) sono estremamente aleatorie e personali. La soggettività fatta giudizio!

Quindi andare a sbandierare le proprie opinioni, soprattutto in fatto di disegno di cui il lettore e l'influencer medio non sa una beatta mazza fritta, è un'arma a doppio taglio che quasi sempre a me dà molto fastidio. Dico a me, ma se andassi a chiedere a qualche mio collega che lavora in Bonelli, troverei sicuramente grande appoggio. I bonelliani hanno passato la vita a specializzarsi. E lo so che vi ho detto che non è una cosa furba da fare quando sei un professionista e hai il fiato delle AI sul collo, Ma tant'è. Il mercato bonelliano li ha abituati a cercare la perfezione nello specifico stile a cui si sono dedicati nella loro intera vita, e benchè a noi mangari non piaccia lo stile, le proporzioni, l'impatto grafico di una tavola bonelliana siamo degli idioti se pensiamo che all'interno non ci sia una conoscenza del disegno superiore. Dall'alto della loro conoscenza superiore, voi non potete nemmeno immaginare quante pippe si siano fatti sul loro modo di disegnare che so, il labbro superiore. su quante pippe si siano fatte su come fare la texture del muro di mattoni.

Quindi: sul serio voi volete andare a dire loro che hanno fatto i capelli troppo rigidi? Sul serio pensate di avere alle vostre spalle una conoscenza dell'argomento disegno da poter questionare su come ha fatto i capelli quell'autore che ogni giorno da trent'anni si è chiesto come far sì che l'immagine che aveva dentro la sua testa della perfezione si adattasse al singolo capello che traccia?

Agli occhi di un professionista, il vostro sparare minchiate a caso sul disegno di quello o dell'altro può in effetti dare un po' in testa. Perchè lo fate senza pensarci due volte, senza vagliare nessuno dei "perchè" che quel professionista ha invece vagliato per centinaia di giornate passate al tavolo da disegno. Se lo fate, siete giustificati solo dal fatto che esprimete una opinione basata sui vostri bisogni psicologici.

La realtà quindi è che quei capelli NON sono troppo rigidi, ma più che altro "a voi piacciono delle linee più morbide perchè avete bisogno di sicurezza e ordine nella vostra vita" e sublimate questo bisogno tramite disegni che quella linea ce l'hanno.

Conoscere questo, sapere cosa vi guida quando scrivete un commento, vi mette subito davanti ad una realtà che non potete non accettare: di disegno, voi non capite un cazzo. Dovete accettare questa che è una verità. Non potete non accettarla, e il perchè è chiaro: se solo vi fermate un attimo a pensarci, voi avete qualche migliaia di milioni di ore in meno di domande e risposte sul disegno, rispetto a chi una matita, su un foglio, ha avuto il coraggio di mettercela e di farla scorrere per km e km.

Esprimere opinioni: come fare per non risultare idioti

Già vedo le vostre facce perplesse: eh, ma se non posso dire la mia, esprimere la mia opinione su tutto, su TUUTTO, allora che gusto c'è? Io voglio dire la mia, anche se è motivata dal nulla, perchè internet è il posto delle motivazioni assenti, del non devi essere un esperto per esprimerti, diamine, internet è il posto in cui posso dire quello hce vogliooo.

A parte che da questo approccio tossico alla socialità sul web ormai dovremmo liberarci, aspetate un momento: non vi ho detto che non potete esprimere la vostra opinione, vi ho detto solo di farlo da lettori consapevoli. Consapevoli che di oggettivo in quel commento che esprimete con così convinzione sui capelli o sul naso di quel personaggio non c'è proprio una minchia di nulla. Tutto è soggettivo, tutto è basato sulla vostra percezione e la vostra percezione è falsata da quello che state cercando a livello psicologico nei manga in quel momento della vostra vita. Capite questo, ma a fondo, e i giudizi trancianti sul lavoro degli altri non saranno così facili da emettere, come di solito si verifica per gli utenti di animeclick. Non mi credete? Aprite a caso una pagina di un manga di animeclick e leggete sotto.

Dunque è impossibile? Non si può esprimere una propria opinione sui manga che leggiamo, perchè qualcuno con un'esperienza maggiore della nostra nella creazione di manga potrà sempre dirci come oggettivamente stiamo esprimendo un'opinione senza alcuna cognizione di causa?

Beh, innanzitutto un'opinione è sempre senza cognizione di causa, perchè altrimenti sarebbe una verità. O quanto di più vicino possa esserci. Un'opinione è il vostro punto di vista, ma già sapere quali sono le ragioni psicologiche per cui leggete, quindi ragioni molto personali e profonde per cui un manga vi piace o meno, credetemi, è un ottimo punto di partenza.

Per fare due cose: primo perchè ci spinge a renderci conto che il fatto che ci piaccia un manga o l'altro non ci rende forti, ma deboli. Quanti di noi si sentono realizzati e gasati all'infinito quando un manga ci piace di brutto? Tutti, no. Ci sentiamo forti e vorremmo dirlo al mondo. Ma questo dipende per il 90% dal fatto che abbiamo appena soddisfatto i nostri bisogni psicologici. Quelli ci si metteranno sempre di mezzo. E non siamo forti in quel momento, ma deboli.

Perchè i nostri gusti in fatto di entertainment nascono sempre da una mancanza, da una nostra debolezza: il bisogno psicologico è qualcosa che non abbiamo, che ricerchiamo nelle cose che leggiamo, nelle cose che guardiamo. Tutto nasce dal fatto che l'uomo non è completo, nella sua vita, ed è sempre alla ricerca di qualcosa che riempia quel vuoto che ha dentro. E le storie sono fantastiche in questo. Sempre state.

Secondo motivo per cui partire dal riconoscimento dei propri bisogni psicologici è un ottimo punto di partenza, è perchè fa in modo da evitare che il nostro giudizio risulti senza alcun motivo plausibile troppo secco e duro, da lettori fuoco, insomma, che pensano sempre di avere ragione. Non facciamolo, perchè rischiamo noi in primo luogo di fare una figura un po' di merda, di quelli che sono convinti per dire che la terra sia piatta quando secoli di storia, cultura ed esperimenti scientifici piuttosto semplici che possiamo fare nella vita di ogni giorno ci dimostrano seguendo logica e equazioni che studiando due cose alle superiori possiamo portare a termine o andando ad osservare il cazzo di pendolo di Focault, che invece è vero il contrario.

Esprimere un'opinione sicura avendo scarsa cultura equivale ad esprimere ad alta voce una cazzata colossale, e la mia vita è votata a non esprimere queste opinioni, almeno per quanto riguarda il manga o il fumetto in generale.

Voglio essere in grado di poter limitare il più possibile il mio modo soggettivo di leggere e vedere manga, per evitare di emettere sentenze che possono fare più male che bene. Peraltro spacciandole come verità assolute!

Mica sono ancora arrivato, eh! C'è ancora molta gente che ne sa più di me! ma swono arrivato ad un punto in cui sono in grado di sostenere questo: c'è il modo per capire se un manga è fatto bene in maniera oggettiva, esiste, ed è basato su un po' di considerazioni che potete fare e che miglioreranno man mano che la vostra cultura sull'argomento migliora.

Cultura vuol dire quantità di manga che leggete, certo, perchè più aumenta questa quantità e più la vostra cultura in fatto di manga aumenta, ma non basta. Raga, non basta leggere tanti manga per poter esprimere un'opinione decente su uno di essi! L'influencer non è meglio di voi nello scegliere e giudicare i manga, soltanto perchè ne ha letti di più! Cultura non vuol dire solo concentrarsi sul linguaggio di riferimento e leggerne a più non posso! Vuol dire informarsi su ogni aspetto di quel linguaggio, nel nostro caso il manga, per capirne quasiasi implicazione nella vita nostra e degli altri.

Vuol dire interrogarsi sui problemi che percepiamo quando cerchiamo un manga in fumetteria e non lo troviamo. Vuol dire interrogarsi sul perchè una casa editrice chiude, una aumenta a dismisura i prezzi, un'altra fa solo edizioni variant che superano in tiratura le edizioni regular. Vuol dire capire come attivamente possiamo agire all'interno del mercato per far sì che le cose cambino, se percepiamo che qualcosa non va. Vuol dire rinunciare a una parte del nostro intrattenimento per far sì che quello stesso intrattenimento vada avanti a intrattenerci il più a lungo possibile. Magari anche le generazioni future, non solo noi.

Tutto questo noi che siamo qui lo stiamo già facendo, è un processo lungo che non ha fine, ma che una volta iniziato ci dona grosse soddisfazioni e un'altra cosa fondamentale: l'umiltà. Questa cosa così under-rated, sottovalutata, che ci permette di essere dei fighi. Perchè che cosa ci vuole ad emettere un giudizio cacca/capolavoro di quelli che volano sulle pagine di animeclick? Niente! Siamo su internet e non dobbiamo nemmeno sottoporci al dialogo con qualcuno, possiamo scrivere la nostra verità su quel manga e nessuno ce lo impedirà o ci farà sentire dementi apportando due ragioni valide due. Il tuo monologo su internet può benissimo ignorarle, in ogni caso. Perchè siamo bravissimi ormai ad espreimere noix stessi senza pensarci due volte, meno bravi ad ascoltare chi ad esempio ci risponde. Non ci vuole niente e tutti lo fanno infatti. Scrivere un commento sotto un manga è la cosa più banale che possiate fare e quella che vi mette meno in gioco.

Ma l'umiltà invece vi spinge a non considerare quella cosa che state provando nei confronti di quel manga come la verità assoluta per il genere umano. Questo dovrebbe sul subito aiutarvi a scrivere dei commenti più sensati, in cui si capisca che la vostra opinione è dovuta a determinati gusti personali, causati da determinati bisogni personali, che voi siete riusciti a capire. In cui non è che scrivendo quella cosa condannate implicitamente tutti quelli che scrivono o desidererebbero scrivere altro. In cui vi mettete magari in ascolto, invece che arroccati sulle vostre posizioni.

Sapere di non sapere è il primo passo. L'umiltà è il primo passo verso la lettura consapevole. Verso un progresso delle vostre conoscenze.

Ma io avevo promesso di darvi degli elementi concreti su cui basarvi per la lettura dell'oggettiva qualità di un manga. E ve li darò, ma tutto parte da una cosa: rendersi conto di quello che ci piace e della ragione profonda legata ai nostri bisogni psicologici.

Primo trucco: qualcosa non va

E qui sta il primo trick che vi insegno. Ve lo insegno tramite un esempio, che è più semplice.

Situazione di partenza. A un ipotetico me piacciono particolarmente due generi narrativi manga: lo shonen di combattimento e l'ecchi. Da suppostaro doc, mi chiedo: a quale bisogno psicologico di quelli fondamentali sono legati entrambi i generi? Sono legati a bisogni diversi?

Dopo una meditazione personale su questi miei gusti giungo alla conclusione che entrambi i generi sono una risposta al mio bisogno di eccitazione, io voglio essere acceso come una dinamo quando leggo manga. Voglio provare emozioni forti. Se poi per caso mi accorgo che leggere un manga horror non mi dispiace per niente, ne ho un'ulteriore conferma. Sto cercando eccitazione.

Attenzione! Sicuramente proverò altri bisogni, perchè non è che sono un monolite, come essere umano, ho molti bisogni, quindi leggo magari molti manga diversi. Sono complesso, ma per semplificare il discorso, qui analizzo solo uno di questi bisogni che so di avere. E anche nel vostro caso, il consiglio è di analizzarli uno per uno e scoprirli, i vostri bisogni. Sarà più complesso, come lavoro, perchè non siete monoliti, grazie al cielo, ma non privo di soddisfazioni, credetemi.

Tornando però al nostro esempio, io sono diventato consapevole che uno dei miei bisogni è l'eccitazione. Quindi lo metto alla prova. Leggo altri due shonen e altri due ecchi. Mi piacciono. Fra questi che leggo, uno degli ecchi (solo uno, questo è importante) che mi era piaciuto parecchio dopo 7 volumi smette di piacermi così tanto. Mi sento annoiato mentre lo leggo, tanto che le due strade che si aprono davanti a me non mi fanno impazzire: droppare la lettura secco è la prima opzione. Andare avanti per inerzia la seconda. Entrambe le opzioni dipendono da altri nostri bisogni psicologici, ma non sono comunque una gran figata, converrete con me. A tutti gli effetti la prendo come un fallimento personale. Qualcosa che dovrebbe intrattenermi, invece non lo fa.

Ma adesso sono confuso: perchè diavolo non mi intrattiene, visto che dovrebbe soddisfare un bisogno che so di avere? Ecco la prima cartina tornasole della qualità oggettiva del manga: non vi piace più perchè il manga non è fatto bene.

Prima ho detto che uno solo degli ecchi che state leggendo vi viene a noia, mentre gli altri continuano a piacervi. Questo è molto importante! Perchè nel caso TUTTI gli ecchi che state leggendo vi vengano a noia, allora è un altro discorso! Vuol dire che avete cambiato i vostri gusti, perchè è cambiato del tutto il vostro bisogno psicologico! State assistendo ad un'evoluzione dei vostri gusti, e i vostri bisogni stanno cambiando. Ed è bellissimo.

La vostra vita probabilmente sta cambiando, le situazioni che vivete, il mondo nuovo in cui siete entrati. Esempi classici di quando i gusti cambiano sono: quando si finisce di studiare alla scuola dell'obbligo e si passa ad una scelta universitaria. Quando si trova un lavoro. Questo si hanno dei figli. Quando si fa esperienza di qualcosa di tragico nella propria vita. Quando si fa esperienza di qualcosa di magico nella propria vita.

Esempio personale: ho rischiato di annegare all'addio al celibato di un mio amico, un po' di anni fa. Siamo andati a fare rafting sulle acque in piena del Ticino, che erano cazzo paurosissime, con il massimo dell'ingenuità e dell'incompetenza, e non è bastata la competenza del tizio che guidava il canotto per impedirmi di finire proiettato in acqua e farmi mezzo fiume stando a malapena a galla, per poi essere trascinato su un altro canotto da un gentile altro tizio che si trovava (molto) più a valle. Questa esperienza ha fatto sì che io non possa più vedere delle scene in cui i protagonisti di un film affrontano le rapide di un fiume. Cioè guardare The Revenant è stato un trauma vero, mi ha fatto rivivere quell'esperienza da capo a piedi. Dentro di me, la mia partecipazione emotiva a quelle scene è ormai schizzata alle stelle, e tutto perchè un nuovo evento traumatico è ormai entrato a far parte della mia esperienza di vita. Succede così.

Se la vita cambia, cambiano i gusti e lo vediamo quando un particolare genere che prima ci piaceva di brutto ora ci fa cagare, come ad esempio il battle shonen. Io non posso più soffrirli, i battle shonen alla Dragonball, che si ripetono ormai all'infinito cambiando solo un paio di cose. Ci son le spade. C'è la magia. Ci son le spade magiche. Coi pesci. Ma vaffanculooo.

Ma. Se uno solo di questi manga di shonen battle mi piace, tipo Dandadan, allora vuol dire un'altra cosa: non ho cambiato gusti. La verità è che quegli altri manga non sono fatti così bene.

Postilla: fatti male è una parola decisamente troppo grossa. Perchè di manga giapponesi fatti male che arrivano ad essere pubblicati da noi non è che ce ne siano poi tanti, ve l'ho già spiegato di come vengano spesi grandissimi sforzi nella produzione di un manga da parte di tutte le persone e le entità coinvolte. Con quella quantità di conoscenza e sforzi da parte del mercato tutto, è molto improbabile che vengano fuori dei manga di merda.

Però: più capiamo cose, più ci addentriamo nelle logiche del mercato, più capiamo cosa conta quando si vende un manga in Giappone e cosa conta in Italia, per esempio, più la nostra capacità di spottare, di indentificare manga MENO belli aumenta. Badate bene, NON più manga leggiamo, ma più affiniamo la nostra cultura generale sul manga! Non sono la stessa cosa!

Giudicare un manga: partiamo dalla storia

Quindi man mano che assumiamo per esempio supposte manga, diventiamo più esperti in un discorso che va oltre il disegno dei capelli manga. Finora ho esitato a farvi le pippone sulla tecnica manga, per esempio le infinite conoscenze che ho accumulato sul disegno, perchè sono convinto che ad un lettore non debba importare più di tanto se il disegno è perfetto, se l'anatomia è rispettata, se un occhio è un po' storto. Voglio dire non è mai fregato un cazzo a nessuno se Kenshiro avesse per caso qualche muscoletto in più in quella sfilza di addominali (spoiler, non ce li ha).

Certo, una volta che sai disegnare un corpo umano, capisci cosa è proprio sbagliato nel modo di sintetizzare l'anatomia nei manga, molte volte capisci chi è un esperto conoscitore e studioso di anatomia disegnata e chi invece non ce l'ha per le palle di studiarsela. Ma (ora ve la dico grossa) la qualità tecnica del disegno è qualcosa che non incide quasi per niente sull'esperienza di lettura.

Incide forse sull'esperienza di osservazione di un quadro, di un'illustrazione (e anche lì è un forse), ma noi quando leggiamo manga siamo ad un livello superiore di esperienza. Non stiamo più affidandoci alla sola vista, ma tutto il nostro essere è impegnato nella lettura. Quindi qui ve lo dico, non solo non è conveniente per voi andare a giudicare il disegno di un manga piuttosto che di un altro, ma è anche inutile a livello oggettivo per valutarne la qualità. Potete certo esprimere pareri del tutto personali e soggettivi sul disegno, ma il punto in cui potete andare ad analizzare meglio e con più effetto se un manga è fatto bene oppure no è la storia.

Ci sono moltissime cose da imparare e di cui fare esperienza anche nella storia, ovvio, nel come costruire la trama, e forse verrebbe da dire che è difficile come giudicare il disegno, ma credetemi, non lo è. Siamo molto più facilitati quando abbiamo ache fare con le storie forse perchè il medium a cui si affidano, la parola o le lettere, è più facile da capire del disegno e ci è stato inculcato culturalmente di più. Ma ancora una volta, bisogna comunque accrescere la nostra cultura per farlo. E per accrescerla, basta seguire uno schema di analisi puntuale.

Ecco che arriviamo ad un altro dei contenuti che vi sparo fra le gengive "gratis et amore dei". Sì, è latino, vedete come sono acculturato?

Il contenuto di quest'oggi è un'altra scheda che potete compilare copia incollandola o semplicemente duplicandola su Kortex. La scheda approfondisce quella che vi ho lasciato l'altra volta. Usarle in combo è il massimo.

Compilarla vi aiuterà a rendere il vostro giudizio più consapevole e finalmente vi darà una risposta più oggettiva al fatto se un manga è bello oppure no. Per compilare questa scheda vi consiglio di utilizzare un manga che NON vi è piaciuto particolarmente. è molto probabile che il punto di vista per cui vi ha fatto cagare sia estremamente soggettivo e che abbia a che fare coi vostri bisogni personali, quindi è perfetto. Questo è il punto di partenza ideale, perchè vi fa capire se non vi è piaciuto perchè davvero aveva delle mancanze, oppure perchè pur essendo fatto in maniera eccelsa (e dovrete riconoscerlo in base al risultato della scheda), semplicemente non rispondeva alle vostre esigenze psicologiche.

Questa scheda è composta da molte domande, più siete precisi nelle risposte e più riuscirete a giudicare quel manga astyraendovi da voi stessi. In pratica sfilando la vostra testa dal vostro culo. Provatela, perchè sono curioso di sentire quali sono le conclusioni a cui giungete. Come vi ho spiegato praticamente per l'intera supposta di oggi, le domande NON riguardano elementi dello stile di disegno, perchè questi sono estremamente soggettivi quindi non ce ne frega un cazzo. Però qualche cosa riguardo al disegno ve l'ho messa, sono le cose più utili e interessanti per giudicare i disegni da un punto di vista oggettivo ed evitando commenti estremamente banali tipo quelli dei capelli rigidi o "mette un sacco di dettagli", che non faccio in tempo a sentirli che mi cadono le palle lontanissimo e poi è un casino recuperarle.

Conclusione

Concludo.

Qual è il modo migliore per giudicare in maniera oggettiva un manga? Riassuntone per punti:

- Mettersi in gioco personalmente: identificare e separare quelli che sono i miei bisogni psicologici e sapere con precisione quali generi narrativi manga li triggerano.

- approcciarsi al manga da giudicare con umiltà: ripetersi "non so un cazzo di disegno" 10 volte prima di emettere un giudizio qualsiasi su un disegno, perchè qualsiasi esso sia, in un manga non sarò mai fatto male.

- commentare con infinito rispetto il lavoro di un mangaka, che si sta spakkando la schiena per voi e soltanto per voi. I leoni da tastiera sono le persone che nella vita non ascoltano, ma parlano al vento. Nessuno ascolta chi non ascolta a sua volta, mettetevelo in testa.

- Approcciare l'analisi e il giudizio manga in base alla storia, rispondendo alle semplici (e meno semplici) domande che sono contenute nella scheda che vi allego qui sotto. Cliccate sul link in descrizione e spendete qualche minuto a capire come funziona Kortex, l'app più figa con cui prendere appunti e note, che è gratis e non vi lascerà delusi. Soprattutto perchè potrete compilare questa scheda tutte le volte che vorrete e classificare tutte le schede per avere un vero e proprio catalogo di commenti e opinioni sui vostri vostri manga, che vi siano piaciuti o meno.

- non pensate mai di essere arrivati. La vostra cultura si espande giorno dopo giorno, se siete intenzionati a farlo, e di conseguenza la vostra compresnione del manga aumenta e vi rende in grado di emettere giudizi più giusti e non basati sulla rava e la fava.

Dunque eccoci qui. Avete due armi valide, ma aumenteranno ancora. Non lo faccio mai perchè non è il senso di queste supposte, voglio che siano reperibili a chiunque browsi youtube, ma se vi interessa averne altri di strumenti per giudicare in maniera oggetiva il manga, cliccate sul pulsante segui e rimanete aggiornati. Quando raggiungo 500 follower ci saranno parecchie novità e si va ad unlockare contenuti che nemmeno vi immaginate. State sintonizzati, lasciate che l'antibiotico della supposta faccia il suo effetto senza opporvi e sarete lettori migliori.

Ganbatte!